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Kataklisma |
"i" primo studio rassegna stampa | |||||
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“I” come Immagine
ma anche come Inizio di un lavoro “in progress” che Elvira Frosini,
danzatrice, coreografa e fondatrice di Kataklisma, una delle realtà emergenti
del nuovo scenario teatrale romano, presenta nel quadro della rassegna “Body
Shot – Corpo e Movimento”. Senza nessun orpello scenografico, solo qualche
cambio di luce, due performer, la longilinea Isabella Di Cola, e Vincenzo Manna,
di stampo più attoriale, imbastiscono un aprobabile storia d'amore con delitto,
tra il rosa e il nero, raccontata come un puzzle da decifrare, un campionario di
pose prese in prestito con amaro sarcasmo da alfabeti spettacolari diversi.
Kataklisma presenta anche “Buffet”, con inscena la frosini ed altre tre
performer: apocalisse bauschiana formato “catering”.
Nico Garrone, la
Repubblica
Storia di esseri in
regressioni quindi, divoratori di civiltà, mentalmente, anzi neurologicamente, disarticolati nell'arretramento.
Marcantonio Lucidi,
Left - Avvenimenti
I, opera ancora in
forma ibrida, Isabella Di Cola e Vincenzo Manna protagonisti: non-storia sui
cliché del vivere contemporaneo. Se in Buffet una via d’uscita non sembrava
esistere in un tempo congelato e inevitabile, in “i” è sospirata grazie
a un consapevole “movimento” umano. Giacomo d’Alelio, Liberazione
Spiazza, turba, migra
da piccole scenette quotidiane a improvvisi squarci performativi questa prova
incompiuta presentataci da Kataklisma. Un uomo e una donna. Sorridenti,
superficiali, dolorosi, intensi come una normale coppia immersa nel
contemporaneo. Si sfiorano, si sorridono, si amano carnalmente. E poi, uno
squarcio di tenebra nato da un piccolo momento di felicità –il compleanno di
lui- , apre le “danze” a qualcos’altro...
Tranche teatrale tra le
più interessanti presentate ad Uovo critico, il lavoro di Kataklisma si situa
in uno spazio indefinito che, paradossalmente, arriva fortemente a colonizzare
le sfere della rappresentazione e della fruizione che, indefinitamente, si
mescolano e si compenetrano tra di loro sotto l’attento sguardo della Frosini.
A partire dal procedimento iniziale seguito dalla regista –l’uso di
“parole chiave” che hanno guidato gli attori, e lei stessa, all’interno di
un tema ben definito, il “dentro/fuori” e la “presenza/assenza”- e dalla
valenza data al titolo-simbolo – "I" sta per un’uguale non
compresa immagine, per usare ancora una metafora di stampo matematico- , lo
spettacolo di Kataklisma arriva ad essere una sorta di manoscritto medievale in
cui le lettere, elemento primo del linguaggio, lasciavano il passo o si
trasformavano in immagini che divenivano i grafemi fondanti di una narrazione
mentale, allegorica, e per questo potentissima. Una narrazione che anche in
questo caso si dà per immagini, in quanto ciò che Kataklisma ci presenta deve
venire, secondo le stesse parole della Frosini, ricomposto in una, appunto,
“narrazione”, dal pubblico stesso. La <<partitura fisica>> -come
ha affermato la stessa Frosini ai microfoni di Podoff - di "I"
<<“shifta” continuamente da un codice all’altro>>, rendendo
fondamentali fattori come il ritmo, la musica, i colori, i corpi.
Luigi Coluccio,
Close-up
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