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Kataklisma |
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Kataklisma teatro Via G. De Agostini, 79 - Roma
OVO programma 2007
MARZO 2007
venerdi 23 marzo ore
21.00
kataklisma BLITZ 2 - PRELUDIO A P.O. con ombretta gamberale jamila mascat elise garnaut giuseppe barbaro simona muratori veronica sferra carla coccia euridice orlandino barbara antonelli alessia marini lucia medri regia elvira frosini secondo studio performativo. la realtà dietro la realtà, la scomposizione dei gesti e dlele azioni, lente deformata, piccoli orrori, leggeri, abituali, impercettibili.
FEBBRAIO 2007 venerdi 9 febbraio ore 21.00 marco moriconi IL MARCIAPIEDE 2 di marco moriconi in collaboraizone con andrea testa
Un
curioso personaggio, una stazione ferroviaria e il microcosmo che la anima
sono i protagonisti della storia. L’indifferenza umana, che rasenta il
surreale e l’assurdo fino a farci sorridere, ci presenta una realtà che a
molti di noi sfugge. L’ultima riga si prende la vita.
MARCO
MORICONI Nasce a Roma nel 1961 e, pur coltivando la passione della scrittura, si mette a fare il ferroviere. Guida i treni fin dal 1981, ma questo non gli impedisce di scrivere diversi testi fin dal 1980: due documentari, due format, tre commedie, tre cortometraggi e diversi monologhi. Nel 2003 è finalista alla rassegna dei cortometraggi di Chianciano Terme. Debutta ufficialmente in teatro nel 2004 con la commedia ADELIA, diretta da Ugo de Vita. Nel 2005 Marco Maltauro dirige il monologo IL MARCIAPIEDE 2 al teatro Colosseo e al teatro Cometa off interpretato da tre diversi attori. Sempre nel 2005 partecipa ed è finalista alle rassegne di monologhi al teatro Fara Nume di Ostia, al teatro Piccolo re di Roma, all’associazione Anticaija e Petrella, al teatro Flaiano. Dal connubio artistico con Andrea Testa nascono diversi spettacoli composti dai monologhi, allestiti al teatro Piccolo re di Roma, Accento teatro, teatro Vascello. A Bologna, in occasione del 25° anniversario della strage alla stazione del 2 agosto 1980, uno dei monologhi (HO PROVATO A DIMENTICARE, ispirato alla strage fascista) viene recitato, sempre da Testa, proprio nella sala d’attesa che saltò in aria nell’attentato.
venerdi 16 febbraio ore 21.00 Maddai ACERBO coreografia simona lobefaro danza alessandro lumare luna paese acerbo
è un progetto di ricerca avviato recentemente dai MAddAI. E’ un corpo permeabile quello che investighiamo in acerbo, un corpo che rinuncia ai suoi confini, le cui intenzioni mutano velocemente; la cui presenza, ambigua, incerta, si sposta tra il “normale” e la scena. acerbo
ha una natura stratiforme, matrioska. Gli strati che lo compongono si
sovrappongono e si rivelano di volta in volta. Da
un punto di vista coreografico é forte la necessità di fare a meno di una
struttura pre-definita procedendo piuttosto verso l'idea di un contenitore, di
un ring all'interno del quale si giocano una serie di regole, di ruoli. MAddAI
nasce nel 2000 da un’idea della coreografa Simona Lobefaro e prosegue, nella
poetica e nella ricerca sul movimento, l'esperienza del gruppo Happy Suicide
(S. Lobefaro, M. De Angelis, A. Agrillo, 1998).
GENNAIO 2007 venerdi 26 gennaio ore 21.00 ingresso 1 euro con vino e spuntino emanuela guaiana ROTTAMI di emanuela guaiana in collaborazione con eva cambiale
Tre
anime: un cane una prostituta e un folle (Nello). Vivono e parlano in mezzo
alla strada, dentro casa, in un giardinetto, sopravvivono ognuno a modo suo
alla vita, a quella presente, a quella che hanno già vissuto.
Tutti
e tre aspettano la risposta che li possa salvare.
Emanuela
Guaiana ed Eva Cambiale sono entrambe diplomate dal Teatro Stabile di Genova
nell’anno 2003/2004, attraversano il triennio di studio insieme, dopo il
diploma lavorano in svariati spettacoli insieme entrambe nel ruolo di attrici.
Avendo maturato un percorso personale e parallelo si uniscono in uno studio
attoriale autodiretto su ROTTAMI, un testo scritto due anni fa da Guaiana
Emanuela.
Lo
studio per la realizzazione di questo spettacolo che è ancora in fase di
ricerca, si basa su un lavoro prettamente attoriale, gli oggetti in scena sono
pochi, lo spazio è in realtà molto chiaro perché i pochi oggetti
lo fanno capire, l’attore deve far vivere continuamente persone e
accadimenti che si consumano davanti agli occhi dei personaggi, la musica si
intreccia nel lavoro rappresentandone il battito e l’atmosfera delle persone
che si raccontano. Il perché di questo studio è dentro a tre elementi che mi appartengono intimamente e sono: un cane, una prostituta e un folle.
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