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REPERTO#01

 

con    Elvira Frosini  e  Giacomo Calabrese

drammaturgia e regia    Elvira Frosini

disegno luci Ilaria Patamia

Due performer, un uomo e una donna, sono immersi con gli spettatori in uno spazio surreale completamente ricoperto di cellophane. La donna scompare progressivamente: viene fagocitata dallo spazio stesso. L’uomo continua nel suo cercare, si perde in un labirinto, oscilla tra il fossile ed il Narciso, costruisce il suo teatrino, armeggia freddamente con utensili e simulacri, guarda il pubblico attraverso una videocamera inesistente. Lo spettacolo procede per quadri, immagini, piccole folgorazioni, microuniversi che fanno immaginare o ricostruire diverse ipotetiche storie. E’ uno spettacolo sul farsi forma, su l’imminenza di un salto antropologico.

Reperto#01 è concepito come l’attraversamento di un luogo-non luogo, un tempo sospeso. Lo spazio è immerso in materiale plastico, materiale che avvolge anche lo spettatore. Il progetto è concepito come un susseguirsi di quadri, di immagini, di azioni che si accendono e si sospendono, un reticolato di visioni sospese, niente che sia quotidiano eppure con un riverbero che può essere un passaggio tra l’onirico e il reale, tra l’immagine e l’uso che ne facciamo. Luogo e corpi esposti, in bilico sul senso, sul contesto continuamente negato. Luogo di frammenti che emergono, reperti, possibili elementi umani. È un fossile futuro la scena di materiale artificiale, industriale, chimico come il cellophane. Luogo di transito, di discesa, in cui il gesto è reperto esso stesso, la cronologia è una eventualità.

Reperto#01 pone la sua ricerca nella relazione tra la visione da parte dello spettatore e la creazione di senso. Nella parte finale lo spettatore è osservato, guardato dall’attore attraverso una videocamera immaginaria posta su un cavalletto aperto al centro della scena. Questa inversione del guardare, questa specularità del guardare, essere guardati, mostrare è il punto focale e la chiave del lavoro ed uno dei punti focali del problema della rappresentazione. Il tempo è continuamente sospeso: si crea un nuovo tempo. Le immagini create sulla scena sono al contempo in equilibrio fra il non essere naturalistiche e non essere del tutto astratte, ricercano una dimensione in equilibrio tra l’onirico, il rituale, agiscono recuperando qualcosa di basico ed “originario” tra l’emozione, la relazione dei corpi, la connessione e il sistema dei segni.

In tal senso Reperto#01 è una sorta di “ricerca archeologica” tra l’immagine, i corpi, i segni, i gesti, nelle specifico ambito della rappresentazione. Lo spettatore è chiamato a costruire senso e connessioni emotive attingendo al proprio immaginario e all’immaginario comune nel senso ampio del termine, e dunque in qualche modo nel Tempo e nella Storia. Reperto#01 è a-storico e a-logico nell’impianto, ma pesca volontariamente nella realtà evidente della presenza dello spettatore che guarda.

RASSEGNA STAMPA

Reperto#01 è finalista al festival “Le voci dell’anima-incontri teatrali 2006”, Teatro della Centena, Rimini.

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